martedì 6 agosto 2013

CARRAMBA! Che sorpresa! (Parte terza)

Ed eccoci giunti all'ultima parte del resoconto di questo mio intenso, seppur breve, week-end padovano. Lo so, lo so, dopo lo scherzetto di ieri non vi fidate più di me, ma posso assicurarvi che oggi vi racconterò esattamente com’è andata. Promesso!
Sapete, ho riflettuto tanto su cosa scrivere, ma soprattutto, su come scriverlo. Se dovessi abbandonarmi a inutili sentimentalismi, questo articolo sarebbe ricco di cuoricini e sdolcinatezze, ma non fa per me. Così cercherò semplicemente di essere me stessa, sperando di non annoiarvi troppo.

Nell'arco di una vita intera ti capiterà dincontrare centinaia di persone. Alcune ti faranno un dono prezioso, quello dellamicizia, un dono di cui non saprai più fare a meno, che ti riempirà il cuore di gioia e ti farà capire di non essere solo; altre spererai di non averle mai conosciute; altre ancora ti rimarranno semplicemente indifferenti. Perché è così. Non tutti possono capirti. Non tutti sono in grado di entrarti dentro.
A me è successo. E mi sento molto fortunata.
Da quando ho scoperto G&T, ho conosciuto tanti ragazzi e ragazze che, come me, vivono di sogni e speranze. Persone che si danno senza chiedere nulla in cambio. Ragazzi come Gianfranco, legato al suo Stefano da un amore profondo e sincero, dotato di un'intelligenza fine e di un cuore grande. E ragazze come Chiara, che mi ha insegnato che, anche se siamo distanti circa 1500 km, possiamo sempre contare l'una sull'altra (e mi ha anche insegnato la grammatica...). E poi Diamante e Mariangela, con le quali condivido la passione per le storyline gay, i BackStreet Boys (sì, i Back e allora?!), Tiziano Ferro e, ovviamente, G&T. E tanti, tantissimi altri. Così tanti che citarli tutti mi porterebbe via un pomeriggio intero!
Ma in questo mio ultimo pezzo prima delle vacanze estive voglio parlarvi di LUI. LUI, che ho imparato a conoscere e a cui ho cominciato a voler bene attraverso lo schermo del mio portatile, quando la connessione saltava e il microfono faceva le bizze. LUI, che mi chiama alle due del mattino, facendo impazzire il mio povero marito (lo so, potrei anche non rispondere, ma che ci volete fare? Ho un cuore grande!). LUI, che dice sempre «hai ragione!» e «mi fido di te!». LUI, ma anche l'ALTRO. Che ho conosciuto, per la prima volta, sabato sera. Che è divertente e simpatico e dolce e dovrebbe fare pace con il suo parrucchiere (veramente!). LUI e l'ALTRO sono Francesco e Matteo e ora, finalmente, vi racconterò com’è andata…

Quando, alla fine dell'intervista, Francesco mi è venuto in contro, non sapevo che fare. Non sono il tipo da abbracci e lacrime. Sono una bestia, ricordate? Ma se Fra ti viene incontro a braccia aperte, fai uno sforzo e lo abbracci pure tu, no? È così strano non avere più barriere! Ci abbracciamo e poi saluto Matteo. In effetti, è la prima volta che io e lui abbiamo modo dinteragire direttamente, di studiarci senza il filtro delle parole di Francesco. Cavolo se è alto! Ha le spalle larghe e muscolose e questa faccetta da bravo ragazzo illuminata da un bellissimo sorriso (be, sapete di cosa sto parlando :))! E Francesco è... è... Francesco! Il MIO Francesco! Bellissimo, dolce, adorabile e magro come un chiodo.
Usciamo dal padiglione. Birra, coca, chiacchiere, risate, foto. Corriamo avanti e in dietro per il Village, fermati ogni due passi da ragazzi che vogliono fare i complimenti a Fra e Matte per G&T. Insomma, ci si diverte un sacco! Tra chiacchiere e risate conosco due ragazzi, Alberto e Nicolasimpatici e divertenti come pochi, il tutto in una girandola di musica, colori e balli, fighe e fighi pazzeschi, trucchi psichedelici e tacchi altissimi! Verso l'una e mezza la stanchezza si fa sentire, purtroppo. Io e la mia amica decidiamo che si è fatta l'ora di tornare a casa. Ma, prima di andare, una promessa: il giorno dopo lo passeremo insieme, io Fra e Matte, in giro per Padova.
Il rientro è rapidoniente incidenti questa volta! Tornate a casa abbiamo una fame da lupi e saccheggiamo il frigo: per strada ci siamo ricordate di non aver cenato. Poi pigiama e nanna. Il sonno arriva in fretta, pesante come una coma.


Suona la sveglia: è mattina. Raggiungiamo la stazione (questa volta in auto, grazie al cielo!), saluto Simona e lascio i bagagli al deposito. Sono ancora intontita: ho sonno, fa caldo, ho mal di testa. Invoco un caffèe, possibilmente, anche una brioche.
Francesco e Matteo raggiungono la stazione a piedi, sotto il sole cocente. In realtà dal loro albergo sarebbe anche un tratto breve, ma la canicola è implacabile. Il termometro segna già 35° e sono solo le 11 del mattino.
Dopo il tanto sospirato caffè, ci avviamo a piedi verso la Basilica di Sant'Antonio da Padova. Idea miamalsana, aggiungerei, ma ormai è fatta. Ci inoltriamo nel dedalo di vicoli, in cerca di un podombra, e nel frattempo si parla di tutto: persone, aneddoti di vita vissuta (da tre soggetti che, facendo la media delle varie età, raggiungono a stento i 29 anni... che vita vissuta!), True Blood e film vari. Fra e Matte mi raccontano qualcosa di loro e io racconto loro qualcosa di me. Ci divertiamo, ma fa sempre più caldo. Padova resta comunque stupenda, però. E la Basilica del Santo è un miraggio. Dentro fa fresco, ed è bellissima. Davvero. Se non ci siete stati, rimediate.
All'uscita, ci fiondiamo in un bar per pranzare. Ora, è cosa nota a tutti che il caldo toglie lappetito, ma Matteo sembra essere leccezione alla regola. Con lentusiasmo di un cucciolo di pitone, ingurgita i suoi gnocchetti sardi bollenti – come diamine si fa a mangiare piatti caldi con queste temperature lo sa solo lui, metà della mia piadina e metà di quella di Francesco... Ma dove la mette tutta quella roba?! Lo odio, è deciso.
Lafa soffocante non ci permette di muoverci. Altre chiacchiere, altre risate, altrescoperte. Non fosse per limminente partenza dei nostri treni, resteremmo seduti per ore. Ma il tempo, si sa, è tiranno ed è già ora dincamminarsi verso la stazione.

È quasi giunto il momento dei saluti. Odio gli addii, ma il nostro è solo un arrivederci. Un «a presto» sussurrato con la consapevolezza che a breve ci riabbracceremo. Con la consapevolezza che, qualunque cosa accada, qualunque siano le distanze, NOI saremo sempre NOI.

Questo ultimo pensiero è per voi, ragazzi. Che avete camminato sotto il sole cocente con me. Che avete ascoltato le mie mille chiacchiere. Che mi avete resa partecipe di un piccolo pezzo delle vostre vite. Non lo dimenticherò. Mai. Grazie di tutto.

Vi voglio bene.

Buona strada.

-Simo- <3


Per chi volesse acquistare le magliette: Alcune persone sono gay. Fattene una ragione.
Invece, se qualcuno fosse interessato a visitare la splendida Padova: Padova