mercoledì 21 maggio 2014

Conosciamoci un po': Teo alias Oscar Ferrari!

Teo è il terzo incomodo, inutile girarci intorno. Nell'immaginario comune è colui che si è messo tra Giulio e Tommaso, e non ha giustificazioni. Il blando rancore che lo scorso anno il pubblico nutriva verso Matteo è nulla paragonato ai sentimenti negativi del fandom nei confronti di Teo, perché – diciamocelo – Matteo era il fidanzato fedigrafo di Giulio, ma Teo è arrivato nel momento della rottura con il suo grande amore, Tommaso. Possiamo mettere tutta la buona volontà del mondo per convincerci che non è stata colpa sua, ma proprio non ci va giù che ora sia lì, in mezzo. Bisogna dire, però, che Oscar Ferrari non è Teo, e nel corso di questa intervista ho avuto modo di scoprire un ragazzo arguto, divertente e sensibile, con un profondo senso del dovere, che ha accettato di interpretare un personaggio scomodo, ma l'ha fatto con estrema professionalità.
Signore e signori, Oscar Ferrari!
Enjoy!




Conosciamoci un po’. Chi è Oscar Ferrari?

Oscar Ferrari nella vita è un attore di 28 anni, che vive, dopo svariati spostamenti e periodi fuori dal Piemonte, a Torino dal Luglio del 2013. Sono prevalentemente un attore che si guadagna da vivere con il Teatro, ma da quasi due anni mi sono avvicinato anche a questo strano Mondo chiamato Cinema. Sono un ragazzo – o almeno, mi sento ancora tale – che ama mettersi costantemente alla prova e confrontarsi con cose sempre diverse. Chi mi conosce, sa benissimo quanto mi pesino la monotonia e i complimenti. Sì, sarà strano, ma sono un attore che non ama sentirsi dire «bravo». Amo chi mi mette di fronte ai miei limiti, perché rende più bello e divertente superarli. G&T è stato proprio questo per me: un muro da superare. Sono entrato nel Cast per caso, perché, come succede il più delle volte, i tempi, le disponibilità e l’interesse per il progetto si sono andati ad incastrare in modo magico e perfetto. L’inizio delle riprese è stato molto difficile, non sempre riuscivo a gestire e fare mie le varie situazioni in cui Teo si trovava.
E sai perché? Perché odiavo avere un obbiettivo a 10 centimetri dalla faccia ed essere obbligato a costringere il mio viso e i miei gesti a diventare essenziali, microscopici e millimetrici, il tutto restando in parte e cercando di raccontare qualcosa. All’inizio c'è stato odio puro, ma col tempo, grazie alla tranquillità e alla professionalità che si respiravano su quel set, credo di aver portato a termine il mio lavoro e di averlo fatto bene, ma – come già detto – deve essere il pubblico a giudicare.

Credimi, avrei davvero voluto cominciare con qualche domanda semplice per rompere il ghiaccio e mantenere la mia immagine d’intervistatrice imparziale e distaccata ma… TU SEI IL TERZO INCOMODO! Come hai potuto? Lo sai, sì, che G&T sta per Giulio e Tommaso, e non per Giulio e Teo? Giustificati!
Ho una giustificazione perfetta per queste accuse: non è colpa mia, mi disegnano così! La colpa è di quei simpaticoni degli sceneggiatori! Giuro, non avrei mai voluto essere il terzo incomodo!

«Chi non beve vino ha qualcosa da nascondere». Teo non è molto simpatico a Sara, vero? Secondo te cosa pensa lui di lei?
Ne abbiamo parlato diverse volte con Francesco, perché ci siamo resi conto che Teo interagiva raramente con gli altri personaggi, ma tutti parlavano di lui, giudicandolo. Nella mia testa, dunque, c’era sempre la domanda: ma cosa pensa lui di tutta questa gente? L’idea che mi sono fatto è che Teo sopporti Sara perché sa quanto Giulio le sia legato, e che la veda come una piccola trottola impazzita e senza controllo che lo diverte, ma che non gli lascia ancora la possibilità di un avvicinamento vero.
In fondo sono entrambi personaggi che portano una maschera per proteggere la propria fragilità. Perché, si sa, le persone fragili si riconoscono tra loro, ma si evitano, per non guardarsi allo specchio.

Quanto di Oscar c’è in Teo e quanto di Teo c’è in Oscar?
Sono convinto che, se si potesse dare una percentuale, sarebbe 50/50. A mio parere, l’attore deve sempre attingere al vissuto e alle specifiche del proprio carattere per affrontare un personaggio, e allo stesso modo il personaggio deve prendere queste parti e renderle reali per se stesso, quindi posso confermare il fatto di essere un amante discreto e pronto a farsi del male per aspettare “l’amore vero”… E non vado oltre (ride).

Ti andrebbe di condividere con noi qualche esperienza carina o buffa fatta sul set? O una che ti abbia indotto a pensare “chi diavolo me l’ha fatto fare”, magari?
Diciamo che su questo set ho capito quanto sia difficile parlare con un attore standogli di fronte e guardandogli l’orecchio, invece degli occhi, per problemi d’inquadratuta. È stata la scena con più ciack, credo. Proprio non riuscivo a girarla: appena guardavo Giulio dritto dritto nell’orecchio e cominciavo il mio discorso pieno di enfasi, scoppiavo a ridere perché nel mio cervello bacato si instillava un unico pensiero: «stai parlando a un orecchio, stai parlando ad un’orecchio…» Ancora oggi mi scuso con tutta la troupe..


Come abbiamo già detto, Teo è il "terzo incomodo" e per questo non è visto molto di buon occhio dai tanti fan di Jules e Tommy (anche se sarebbe più corretto dire che il 50% vorrebbe che sparisse per sempre tra atroci sofferenze e l'altro 50... anche peggio!) . Immagina di essere il suo avvocato e di dover fare un'arringa difensiva. Perché, secondo te, Teo non è male come sembra?

Fossi un avvocato che deve tenere la sua arringa conclusiva, inizierei così: «Siete mai stati l’uomo, o la donna, arrivati dopo? Dopo cosa? Dopo una storia pazza e piena di passione e problemi, come quella di Tommaso e Giulio, una storia che ha superato mille ostacoli e poi, a un certo punto… stop … si è bloccata. Ed è in quel momento che siete arrivati voi, che il destino vi ha messo di fronte alla persona che esce da quel rapporto perfetto, idealizzato. E quella persona vi fa battere il cuore, vi fa stare così bene che dentro di voi l’unico pensiero è renderla felice, starle accanto e farla sentire ogni giorno felice di aprire gli occhi e iniziare quella giornata insieme. Solo che c’è un piccolo problema: tutti coloro che stanno accanto a quella persona non vedranno mai l’uomo o la donna che forse gli o le migliorerà la vita, ma solo il tipo arrivato dopo..

Solo quando siamo noi “quello arrivato dopo”, ci rendiamo conto di cosa voglia dire esserlo, e quanto sia difficile dimostrare l’amore che si prova, mentre chi è arrivato prima, nonostante i suoi continui errori, continua risultare vincente. Chi arriva dopo ha sempre la strada in salita, ma può farcela, se ci crede veramente…»


Piaciuta? A me tanto! Mi ha fatto vedere Teo da un punto di vista nuovo, diverso e in più credo di essermi innamorata... (anche se forse non dovrei dirlo essendo sposata...)

Buona strada!

-Simo- ;)